sezione: La Storia

Il Castello Angioino

Edificato su una massa di arenaria che si erge prorompente tra i torrenti Mordale e Vallone Grande, il castello di Civitacampomarano x rappresenta un pregevole monumento dal grande valore storico. Probabilmente il castello fu costruito intorno al XIV secolo d.c., sotto la dominazione angioina (Carlo d'Angio'), anche se le caratteristiche architettoniche rimandano a una sua costruzione databile alla seconda meta' del XIII secolo. E' a pianta quadrangolare, sul lato occidentale vi sono due torri angolari di forma cilindrica. Sulla facciata principale c'e' lo stemma della famiglia dei di Sangro.

Vincenzo Cuoco

xStorico, giurista, economista, saggista e politico, nacque a Civitacampomarano nel 1770. Partecipo' attivamente alla Rivoluzione napoletana del 1799, fu esiliato a Parigi dove compose alcuni dei suoi famosi saggi storici. Nel 1806 ritorno' a Napoli e fu consigliere di Cassazione e direttore del Tesoro. Dal 1816 al 1823, visse in un doloroso stato di follia. Oggi la sua casa natale ristrutturata, proprieta' del Comune, aperta alle visite, funge anche da centro di ricerca ddi Fondazioni, Enti, Universita'.

Casa del mercante

Tra i vicoli del borgo antico, e' facile scorgere preziose testimonianze architettoniche del passato, tra esse la casa del Mercante, ormai parzialmente crollata. xLa costruzione, situata in Via Vincenzo Cuoco, risale al XVIII secolo, come indica la data 1732 incisa su una pietra a forma di cuore murata sulla facciata. Il portone, con arco a tutto sesto, e' diviso da un parapetto che permetteva la vendita delle mercanzie.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

Vicino al castello di trova la chiesa di Santa Maria Maggiore la cui chiesa parrocchiale, nel 1903, ********* a causa dello sfaldamento di un costone tufaceo, crollo'.

Il suo fonte battesimale e la relativa porta di accesso, di un notevole valore artistico, sono stati recuperati e riutilizzati nella chiesa di Santa Maria delle Grazie lungo via V. Cuoco. Di notevole pregio e' la pala settecentesca dell'altare, in legno intarsiato e oro zecchino, recante in alto una rarissima tela della Sacra Famiglia

Il Campanile

xIl campanile a tre piani, che termina a punta con quattro facce, conserva una lapide lacunosa, incastonata nel lato nord, di non facile interpretazione dalla quale sembra tuttavia di poter dedurre che fu applicata nel 1620 in ricordo di un altare dedicato, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a San Giacomo con le reliquie del santo.

La chiesa di San Giorgio Martire

In cima all'altissimo dirupo della "Cavatella" x si trova la parrocchia di San Giorgio Martire. La facciata e' di forma rettangolare ma termina a triangolo nella parte alta, nella quale e' fissato un bassorilievo in pietra raffigurante San Giorgio a cavallo. L'interno e' a due navate, con soffitto a cassettoni e con un coro e un organo in legno ben conservati. La chiesa, nella quale sono custodite le reliquie di San Donato Martire e una statua equestre di San Giorgio, possiede tre altari di pietra finemente lavorati e alcune lapidi funerarie della famiglia Pepe.

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